In Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2014 è stata pubblicata la c.d. Legge Europea 2013 – bis (Legge 30 ottobre 2014 n. 161), normativa con la quale lo Stato italiano ha recepito le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea.

Al suo interno, e precisamente all’art. 13, sono state previste le integrazioni necessarie al d.lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza) in materia di valutazione dei rischi. Provvedimento necessario che risponde alla procedura d’infrazione n. 2010/4227 avviata nei confronti dello Stato italiano a seguito delle denunce inviate alla Commissione Europea dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di un azienda metalmeccanica della provincia di Firenze, Marco Bazzoni. Persona che ha più volte denunciato lo Stato italiano alla Commissione Europea per violazione della Direttiva 89/391/CEE (c.d. Direttiva Madre in materia di sicurezza sul lavoro) da parte delle modifiche al d.lgs. n. 81/2008 introdotte con d.lgs. n. 106/2009 c.d. Decreto Correttivo (al T.U.S.).

Nel merito del provvedimento, l’art. 13 della Legge Comunitaria, di cui sopra, introduce sostanziali modifiche agli artt. 28 e 29 del Testo Unico Sicurezza, rubricati rispettivamente “Oggetto della valutazione dei rischi” e “Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi”.

Più specificatamente le novità introdotte si riferiscono in particolar modo a due momenti fondamentali in cui vi è obbligo di effettuare la valutazione dei rischi e redigere la conseguente documentazione attestante, e cioè al momento della costituzione di nuova impresa e, in secondo luogo, al momento in cui vi è necessita di aggiornare la stessa valutazione dei rischi.

Quanto al primo momento, la novità introdotta si sostanzia essenzialmente nell’aggiunta di un periodo al comma 3-bis dell’art. 28, del d.lgs. n. 81/2008 secondo cui: “Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’adempimento degli obblighi di cui al comma 2, lettere b), c), d), e) e f), e al comma 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

Ciò significa che fermo restando il limite temporale di 90 giorni per la redazione della documentazione attestante la valutazione dei rischi (DVR o Procedure Standardizzate), il datore di lavoro, con idonea documentazione, sarà immediatamente tenuto a dimostrare l’adempimento previsto per gli obblighi di contenuto della valutazione dei rischi. Oltre a dare immediata comunicazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Rispetto, invece, al momento in cui è necessario procedere all’aggiornamento della valutazione dei rischi, è stato aggiunto al comma 3 dell’art. 29 del d.lgs. n. 81/2008 la previsione secondo cu: “Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

Disposizione che, al pari della precedente, richiede al datore di lavoro di attestare, con idonea documentazione e in via immediata, gli obblighi relativi all’aggiornamento della misure di prevenzione, il tutto in via anticipata (e con contestuale comunicazione all’RLS) rispetto alla tempistica dei 30 giorni entro cui aggiornare il DVR o Procedure Standardizzate a seconda dei casi e delle causali previste.

In definitiva, con la Legge Europea 2013-bis, le modifiche apportate agli artt. 28 e 29 del d.lgs. n. 81/2008, introducono l’obbligo in capo al datore di lavoro di dover immediatamente attestare, con idonea documentazione, le iniziative intraprese in ottica di valutazione dei rischi o suo aggiornamento nel rispetto delle previsioni di legge. Provvedimento, questo, che seppur rispettoso della Direttiva Madre 89/391/CEE genererà palesi problematiche per gli operatori del settore (Imprese, Tecnici, Organismi di Vigilanza) almeno sotto un doppio profilo. Infatti, dal lato delle imprese la novità potrebbe rappresentare un ulteriore adempimento a cui ottemperare – in via immediata tra l’altro – attraverso una modalità non ben precisata dal legislatore ma definita esclusivamente con il termine “idonea”, il che potrà costituire una criticità evidente anche per i Tecnici/Consulenti del settore nel momento in cui saranno chiamati in causa. Dall’altro lato, e da ultimo, gli stessi Organismi di Vigilanza potranno trovarsi ad agire discrezionalmente su un aspetto riguardo al quale vi è un vulnus normativo.

Salvo, tuttavia, che per idonea documentazione non sia sufficiente intendere le bozze del DVR (o il suo aggiornamento in progress) attestante lo stato dell’arte al momento dell’accesso ispettivo.

Aspetto, questo, che richiede quanto prima una chiara circolare interpretativa da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di semplificare l’attività degli operatori (Imprese e Tecnici) e rendere omogenee le fattispecie di controllo di competenza dei preposti Organismi di Vigilanza.

Articolo 28 comma 3-bis – Oggetto della valutazione dei rischi – Come modificato dall’art. 13 della Legge 30 ottobre 2014 n. 161

(…)

3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività. Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’adempimento degli obblighi di cui al comma 2, lettere b), c), d), e) e f), e al comma 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Articolo 29 comma 3 – Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi – Come modificato dall’art. 13 della Legge 30 ottobre 2014 n. 161

(…)

  1. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali. Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.